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Amazon Platinum Keywords: Cosa Sono e Perché Sono Inutili

Scopri cosa sono le Amazon Platinum Keywords, perché questo campo backend è ormai obsoleto e come ottimizzare la SEO su Amazon con l'algoritmo COSMO.

Carlos Martínez Carlos Martínez 12 min read
Schermata di Amazon Seller Central che mostra la differenza tra platinum keywords e search terms per venditori e-commerce.
Le Amazon Platinum Keywords erano campi utilizzati dai venditori del Platinum Merchant Program per strutturare le vetrine, oggi completamente ignorati dall'algoritmo di ricerca.

Sintesi esecutiva

  • Le Amazon Platinum Keywords sono ufficialmente morte dal 2016. Se il tuo team spende tempo a compilarle nel backend, state letteralmente ottimizzando per un fantasma.
  • Il vero campo nascosto che conta oggi sono i “Search Terms” (Termini di ricerca), ma attenzione: il limite è di 250 byte esatti. Superarlo anche solo di un byte annulla l’indicizzazione dell’intero blocco.
  • L’algoritmo “A10” è un mito assoluto creato dai forum di venditori. Il vero motore del 2025-2026 è COSMO, l’IA di Amazon che ragiona per “intento” e non per corrispondenza esatta delle parole.
  • Passare dal keyword stuffing manuale a una strategia basata sull’intento semantico è l’unica via per sopravvivere all’integrazione di Alexa for Shopping nei risultati di ricerca.
Indice dei contenuti

Immagina la scena. Il tuo team marketing ha appena passato le ultime tre settimane a sviscerare fogli Excel infiniti, cercando la formula magica per scalare le classifiche di Amazon. Arrivano da te, fieri, e ti dicono di aver finalmente decifrato il trucco definitivo: hanno riempito fino all’orlo il campo delle famose parole chiave di livello platino nel backend di Seller Central. Sembra una vittoria.

Peccato che stiano lavorando su una funzionalità che Amazon ha rottamato quasi un decennio fa.

Quello che sorprende è quanto spesso i brand manager e i direttori operativi cadano ancora in questa trappola. Mentre i tuoi concorrenti si muovono agili, automatizzando i processi e adattandosi ai modelli linguistici che oggi governano l’e-commerce, tu rischi di bruciare budget e talento rincorrendo miti archeologici. I tuoi collaboratori migliori se ne vanno perché annegati in compiti manuali inutili. E le vendite, intanto, ristagnano.

La dura verità sul programma Platinum (e perché ti sta costando caro)

Nessun giro di parole: le Platinum Keywords non servono a nulla. Zero assoluto. Eppure, il campo di input esiste ancora nei meandri del backend di Amazon, come un residuo fossile che confonde le idee. In origine, facevano parte dell’Amazon Platinum Merchant Program, un club esclusivo per top seller che permetteva di strutturare vetrine personalizzate. Quando il programma è stato chiuso, il campo è rimasto lì, silente, per non rompere le integrazioni API preesistenti.

Qui è dove la maggior parte si sbaglia. Pensano: “Se c’è uno spazio vuoto nel software, devo riempirlo”. Sbagliato.

L’algoritmo di Amazon ignora completamente qualsiasi carattere tu inserisca in quella riga. Mentre il tuo team perde ore a fare brainstorming su termini di ricerca secondari da infilare lì dentro, i brand più scaltri stanno già delegando queste inefficienze a sistemi avanzati. Ad esempio, usare l’ottimizzazione delle schede Amazon con IA permette di concentrarsi sui campi che muovono davvero l’ago della bilancia. Parliamo di titoli, bullet point e veri Termini di Ricerca generici. Lascia che le macchine facciano il lavoro sporco.

4 miliardi — Il volume di ricerche mensili stimate su Amazon nel 2025. Una mole di dati che ha costretto la piattaforma a passare dall’analisi testuale pura all’intelligenza semantica per gestire intenti di ricerca sempre più complessi. Fonte: DataHawk 2025

Da A9 a COSMO: Il più grande mito SEO smontato

C’è un’opinione controcorrente che fatico a far digerire ai manager tradizionali: l’algoritmo “A10” non esiste. Non è mai stato confermato da Amazon. Non c’è traccia in nessun documento ufficiale per sviluppatori. Non compare in nessun brevetto. È un’etichetta inventata di sana pianta dai guru dell’e-commerce per vendere corsi di aggiornamento.

La realtà documentata è un’altra. Il vero salto evolutivo si chiama COSMO (Common Sense Knowledge Generation).

Come dimostrato in un documento di ricerca peer-reviewed pubblicato al SIGMOD-Companion 2024, Amazon ha smesso di chiedersi “questa scheda contiene le parole digitate dall’utente?”. Oggi si chiede: “questo prodotto risolve il problema che l’utente ha descritto?”.

COSMO non è un semplice aggiornamento. È un’infrastruttura di intelligenza artificiale massiccia che lavora sopra il vecchio A9. Se un cliente cerca “maglietta per dormire in estate”, il vecchio sistema cercava quelle esatte parole. COSMO, invece, capisce che l’intento è “cotone traspirante, materiale leggero, vestibilità comoda” e premia i prodotti che possiedono questi attributi, anche se non contengono mai la parola “dormire”.

Questa transizione rende i vecchi metodi di ricerca manuale dolorosamente lenti. Quando hai cataloghi enormi, non puoi più mappare ogni singola intenzione a mano. È qui che il clustering di keywords con IA diventa non solo utile, ma vitale. Raggruppa i termini per intento semantico in pochi secondi, permettendo al tuo CTO o direttore marketing di prendere decisioni strategiche invece di incrociare le celle di un foglio di calcolo.

CaratteristicaVecchia Strategia (Era A9)Nuova Strategia (Era COSMO 2025-2026)
Focus principaleDensità delle keyword esatte nel testo.Intento di ricerca e attributi reali del prodotto.
Backend KeywordsRiempimento ossessivo di ogni campo visibile.Uso chirurgico dei 250 byte nei Termini di Ricerca.
Match dell’algoritmoTestuale (se la parola manca, non appari mai).Semantico (appari se il prodotto risolve il problema).
Creazione ContenutiRipetizione meccanica di termini ad alto volume.Copywriting naturale, focalizzato sui benefici.

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Cosa è cambiato nel 2025-2026 (Il declino delle parole isolate)

Il mercato non aspetta i ritardatari. Tra il 2024 e il 2026 abbiamo assistito a una riprogrammazione totale del modo in cui Amazon gestisce la visibilità dei prodotti.

L’abbandono della vecchia scuola (Gennaio 2025)

A inizio 2025, è diventato palese che la semplice corrispondenza dei termini non bastava più. L’introduzione massiccia di modelli generativi ha iniziato a unire i puntini tra i comportamenti d’acquisto e le descrizioni dei prodotti. I venditori che si affidavano ancora alle guide su Cosa Sono Platinum Keywords Amazon si sono visti superare da chi ottimizzava per frasi di contesto.

La spietata regola dei 250 byte (Agosto 2025)

C’è un errore tecnico che distrugge quotidianamente migliaia di cataloghi. Amazon consente un massimo di 250 byte (non caratteri, byte) per il campo “Search Terms” nel backend. Le lettere accentate o i simboli speciali possono occupare due o più byte. La regola di Amazon è drastica e binaria. Se scrivi 251 byte, l’algoritmo non taglia l’ultima parola: ignora direttamente l’intero blocco. Niente mezze misure. Devi essere essenziale. Non inserire virgole (sprecano spazio), non ripetere termini già presenti nel titolo e, soprattutto, ignora totalmente il mito delle Platinum Keywords Amazon.

L’era di Alexa for Shopping (Maggio 2026)

A maggio 2026, Amazon ha consolidato la sua tecnologia di assistente virtuale (precedentemente nota come Rufus) dentro Alexa for Shopping. Ora gli utenti fanno domande dirette: “Quale zaino è migliore per un viaggio in aereo con Ryanair?”. L’IA di Amazon non legge le tue keyword nascoste per rispondere a questa domanda. Legge i tuoi bullet point, le tue immagini A+ e le recensioni dei clienti per dedurre se il tuo zaino rispetta le rigide misure imposte dalle compagnie aeree.

Dati Epinium: I brand che passano dalla gestione manuale delle keyword all’ottimizzazione automatizzata basata sull’intento riducono il tempo operativo del 78% e aumentano l’indicizzazione organica nei primi 30 giorni (stime interne su account gestiti).

Smetti di farti domande sbagliate

Chiedersi “quante parole chiave mi permette di inserire Amazon?” è semplicemente la domanda sbagliata. La domanda giusta che il tuo COO dovrebbe farti è: “quanto velocemente stiamo adattando i nostri dati di prodotto al modo in cui l’IA di Amazon li legge?”.

Ottimizzare oggi significa eliminare la spazzatura.

Significa smettere di rincorrere le Cosa Sono Platinum Keywords Amazon 2 e concentrarsi sui campi che alimentano i Knowledge Graph di Amazon. Il titolo rimane il fattore di ranking più pesante. I bullet point servono per l’Answer Engine Optimization (AEO). Le immagini nutrono la visione artificiale che Amazon usa per categorizzare lo stile e i dettagli del prodotto.

Se continui a fare le cose come le facevi tre anni fa, il tuo talento migliore se ne andrà. Nessun marketer brillante vuole passare le giornate a contare i byte di un file CSV. Dai ai tuoi team strumenti capaci di fare il sollevamento pesi algoritmico, in modo che possano concentrarsi su posizionamento strategico, creatività e margini di profitto.

Domande frequenti sulle keyword di Amazon

Cosa sono esattamente le Amazon Platinum Keywords?

Erano termini di ricerca speciali riservati esclusivamente ai venditori del defunto Amazon Platinum Merchant Program. Servivano a organizzare la struttura delle vetrine personalizzate. Oggi il campo esiste ancora nel Seller Central per motivi di compatibilità tecnica, ma l’algoritmo non lo utilizza più per il posizionamento SEO.

Devo compilare il campo Platinum Keywords se lo vedo nel Seller Central?

Assolutamente no. Inserire dati in questo campo è un puro spreco di tempo. Amazon ha confermato ufficialmente che le informazioni digitate qui vengono ignorate. Usa quel tempo per ottimizzare i veri Termini di ricerca generici.

Qual è la differenza tra Search Terms e Platinum Keywords?

I Search Terms (Termini di ricerca) sono il campo backend ufficiale, attivamente indicizzato dall’algoritmo, dove puoi inserire fino a 250 byte di sinonimi o errori di battitura comuni. Le Platinum Keywords sono un campo legacy disattivato e totalmente inutile.

Quanti caratteri posso inserire nei Termini di ricerca?

Il limite non è calcolato in caratteri, ma in byte. Il limite massimo tassativo è di 250 byte. Superare questa soglia anche di un solo byte farà in modo che l’intero blocco di parole chiave venga totalmente ignorato dal sistema di indicizzazione.

È vero che l’algoritmo A10 penalizza le vecchie parole chiave?

L’algoritmo A10 non esiste ufficialmente, è un nome coniato dai venditori. Il nuovo sistema reale è COSMO, un’intelligenza artificiale che premia l’intento di ricerca e il contesto semantico, rendendo inefficace la vecchia pratica di accumulare keyword senza senso nel testo.

Devo usare le virgole per separare le parole chiave nel backend?

No. Le virgole non sono necessarie e, peggio ancora, consumano preziosi byte all’interno del limite di 250 byte. Usa semplicemente uno spazio tra una parola e l’altra per massimizzare la copertura.

Le parole chiave nel titolo hanno più peso di quelle nel backend?

Sì. Il titolo del prodotto rimane l’elemento testuale con il peso algoritmico più alto in assoluto per l’indicizzazione. Le parole più importanti devono sempre stare nel titolo, mentre il backend serve per sinonimi e varianti a coda lunga che rovinerebbero la leggibilità.

Come influisce Alexa for Shopping sulla mia SEO su Amazon?

Gli assistenti IA come Alexa for Shopping rispondono a query conversazionali complesse leggendo il contesto della tua scheda (titolo, bullet point, A+ e recensioni). Non si basano sulle keyword esatte, ma estraggono i veri benefici del prodotto per rispondere alle domande dirette degli utenti.

Guardando al 2027, la frammentazione tra chi lavora manualmente e chi adotta l’IA diventerà un abisso incolmabile. L’e-commerce non è più una gara a chi inserisce più termini di ricerca in una pagina nascosta. È una competizione spietata di intelligenza contestuale. Il tuo team ha bisogno di smettere di combattere contro i mulini a vento delle funzionalità legacy. Il talento scarseggia, il tempo stringe e i tuoi concorrenti stanno già addestrando i loro modelli. La vera domanda è: tu da che parte vuoi stare?

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